Anticamente era consuetudine condividere la fortuna del giorno delle nozze con tutti gli invitati, donando loro parte del cibo da portare a casa. È da qui che nasce la tradizione del dono agli ospiti e la creazione di piccoli contenitori, sempre più raffinati, ricolmi di piccole prelibatezze. Le prime bomboniere, (dal francese bon-bon, piccolo dolce) risalgono alla fine del ‘500 ed erano dei veri capolavori artistici in manifattura: d’oro, di pietra dura, di cristallo e smalto. Anche il loro contenuto, piccoli dolci, appunto, era prezioso, perché lo zucchero costava carissimo:veniva importato dalle “Indie”, appena scoperte.
I meno ricchi usavano dare agli invitati un sacchetto di carta traforato o di stoffa con dentro i dolcetti, come portafortuna.
Ma è solo nel 1896, con le nozze tra Vittorio Emanuele, principe di Napoli e furono Re d’Italia, ed Elena del Montenegro che la bomboniera diventa oggetto di dono agli sposi per gli invitati e quindi, nasce la tradizione come oggi la conosciamo, che è quella di ricordare il giorno del matrimonio e di ringraziamento per i doni ricevuti.
Le bomboniere sono diventate tradizione e cultura dell’Italia di oggi, diffondendosi anche in altri paesi. Sappiamo per esempio che la tradizione delle bomboniere è molto diffusa in Grecia , ma poco in Germania, è che è comunque in forte ascesa in moltissimi paesi quali il Portogallo, la Gran Bretagna, l’Irlanda, gli Stati Uniti, e perfino in Africa e in Australia.
La scelta delle bomboniere è molto personale non vi sono costrizioni di sorta nello stile, nel materiale nelle dimensioni, massima libertà anche nella decisione, che siano tutte uguali o diverse fra loro, importante è che siano confezionate nello stesso stile. Il sacchettino, deve contenere oltre a cinque confetti simbolo di salute, ricchezza, felicità, fertilità e lunga vita, anche un piccolo cartoncino con i soli nomi di battesimo degli sposi.










